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ANITA MOCERA

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Queste sono le piante su cui Anita ha effettuato delle ricerche

1. L’Alloro

L’alloro (laurus nobilis) è una pianta aromatica appartenente alla famiglia delle Lauracea, diffusa nelle zone di clima mediterraneo.
E’ un albero che può raggiungere anche i 10 metri di altezza, ma, per le potature a a cui in genere è sottoposto, si presenta quasi sempre come un arbusto sempreverde.
Il fusto di questa pianta presenta una corteccia verde nerastra, le foglie sono verde scuro, coriacee, lucide nella parte superiore e opache in quella inferiore e molto profumate.
Per questo caratteristica, le foglie di alloro hanno un largo impiego, che va dalla cucina alla preparazione di tisane e oli essenziali.
I semi dell’alloro, si presentano come bacche nere, simili a olive, non commestibili.
Le foglie di alloro vengono usate come rimedio casalingo per allontanare le tarme dagli armadi, per preparare decotti rinfrescanti e dalle qualità digestive. Infatti, sminuzzando 5 o 6 foglie secche di alloro e mettendole in una tazza di acqua bollente si ottiene un ottimo infuso che, bevuto caldo prima di coricarsi, fa sudare abbondantemente riuscendo, quasi sempre ad impedire l’evolversi di un raffreddore o di un’incipiente influenza. Lo stesso infuso sorseggiato dopo i pasti, riesce, grazie alle essenze contenute, a facilitare la digestione e ad eliminare i fastidiosi gas intestinali. L’infuso, ancora, rinforza lo stomaco, eccita l’appetito e, come tutti gli infusi fatti con piante contenenti oli essenziali, è un ottimo e prezioso anticatarrale.
Può essere usato anche per pediluvi, o trattato con alcool per ricavarne un profumato e aromatico liquore dalle proprietà digestive, stimolanti, antisettiche ed è utile contro tosse e bronchite.
L’alloro viene impiegato anche per uso esterno.
L’olio laurinato si ottiene con una manciata di bacche pestate e fatte macerare in mezzo litro di puro olio di oliva e serve per lenire gli spasmi reumatici o per facilitare la ripresa dell’uso delle articolazioni dopo ingessature o traumi di varia natura.
L’olio verrà frizionato adeguatamente sulle parti interessate alcune volte al giorno.
Ottimo, sempre per uso esterno, l’unguento laurino che si prepara aggiungendo settanta grammi di olio di lauro, ottenuto per pigiatura delle bacche, un cucchiaio di trementina e mezzo cucchiaio di acido salicilico a 150 grammi di grasso di maiale e 50 grammi di grasso di pecora fatti fondere a fuoco lento. Raffreddato che sia, l’unguento viene conservato in un vaso a chiusura ermetica.
Una buona manciata di queste bacche fatte bollire a lungo in acqua non molto abbondante, danno un decotto oleoso che, applicato con impacchi, serve quale ottimo emostatico, astringente e rinforzante dei capillari sanguigni.

 

2. Tiglio

Il Tiglio è un albero da giardino a bassa manutenzione. Perfetto per i giardini grandi: il tiglio raggiunge i 25-30 metri di altezza. Il tiglio può essere coltivato per il suo aspetto ornamentale e per i suoi fiori dall’inebriante profumo, c’è da dire che alcune sue parti sono commestibili.

Tiglio, perché coltivarlo?
E’ un albero ornamentale
E’ un albero a bassa manutenzione
La bella chioma regala in estate una gradevole ombra
Il Tiglio è un’ottima pianta mellifera
I suoi fiori sprigionano un inebriante profumo
Fiori, foglie e germogli sono commestibili
I fiori possono essere essiccati per preparare benefiche tisane
Tiglio albero
Il Tiglio è una specie a foglia caduca, cioè che perde le foglie in autunno. In primavera si sviluppano teneri germogli con foglie di colore verde chiaro, a forma di cuore con margine seghettato. Le foglie hanno una lunghezza che varia dai 5 ai 15 cm a seconda della specie.
In Italia le specie di tiglio che crescono spontanee sono due: Tilia sylvenstris e Tilia platyphyllos. Per alcuni autori, queste due citate non sono specie a sé ma sottospecie della Tilia europea, pianta nota come tiglio europeo o tiglio comune.
Tiglio fioritura
Il periodo di fioritura coincide con i primi tepori estivi: tra giugno e luglio, il tiglio fiorisce. I fiori, riuniti in infiorescenze, hanno un intenso profumo e producono piccoli frutti sferici dal diametro di 4-5 mm e di colore verdastro. I frutti, più scuri a maturazione ultimata, sono pelosi e contengono un seme marrone.
Fiori di tiglio
I fiori di tiglio sono ermafroditi, presentano un calice di 5 sepali e una corolla con 5 petali di colore giallognolo. Presentano un buon numero di stami fissati alla base a formare numerosi ciuffetti. I fiori presentano un unico pistillo. Le infiorescenze vanno a formare antenne protette da una brattea (una foglia ovale modificata) di colore verde chiaro. Questa brattea resta legata al frutto e funge da “ala” per agevolare il trasporto dei semi su lunghe distanze.
I fiori sono molto bottinati dalle api e dai bombi. Alcuni apicoltori, dal tiglio, riescono a produrre un miele monoflorale. Il miele di tiglio è popolare per il suo profumo, il suo sapore dolce dal retrogusto balsamico.
I fiori di tiglio sono molto apprezzati per la preparazione di infusi e tisane dagli effetti rilassanti.
Fiori di tiglio, dove trovarli
I fiori di tiglio sono facili da trovare. Vi basta raccoglierli da una pianta coltivata in una zona lontana da smog, inquinamento o dagli scarichi di industrie. Quando raccogliere fiori di tiglio? I fiori di tiglio vanno raccolti tra i mesi di giugno e luglio, prima che siano completamente schiusi. Prima di essere consumati, i fiori di tiglio vanno essiccati.
Tiglio commestibile: gli usi in cucina
Le parti commestibili sono date dai fiori, foglie e dai germogli. I germogli di Tiglio si consumano previa lessatura, come verdure cotte. Si raccolgono in primavera fino a quando producono tenere foglie, oppure in estate dai polloni (i rami più bassi) e secchioni ancora in accrescimento. I germogli di tiglio si consumano previa lessatura e ripassata in tegame, in alternativa possono essere fritti.
Foglie di tiglio
Le foglie migliori per il consumo sono quelle giovani, prodotte agli albori della primavera. Si distinguono perché lucide, tenere e dal sapore delicato: sono molto più piccole di quelle adulte. In cucina si consumano crude in insalata, da sole o miscelate con altre specie di insalata. Anche le foglie adulte sono commestibili, si usano sempre crude ma solo dopo aver eliminato la nervatura centrale più dura. Di solito, le foglie adulte si consumano in insalate miste o per farcire panini.
Benefici del tiglio:
1. Antianemico e antinfluenzale: fra i benefici del tiglio, non tutti sanno che vi è quella di prevenire l’influenza, difatti ha un ricco contenuto di vitamina C che aiuta a prevenire i malanni invernali. Da notare inoltre che favorisce l’assorbimento del ferro, pertanto è consigliato a chi soffre di anemia.
2. Sedativo: i preparati a base di tiglio sono molto indicati per calmare gli stati d’ansia e di nervosismo e sintomi che ne conseguono: emicranie, palpitazioni, insonnia etc. I principi attivi del tiglio svolgono un effetto distensivo e rilassante.
3. Espettorante: fra le proprietà del tiglio annoveriamo quella d’esser un buon espettorante e quindi un ottimo rimedio per la tosse grassa; non solo calma la tosse ma ha anche un effetto antinfiammatorio.
4. Antispasmodico: uno dei benefici di questa pianta comprende l’apparato intestinale, difatti influisce positivamente sulla sindrome da colon irritabile.
5. Calmante gastrico: la tisana di tiglio aiuta a calmare i dolori allo stomaco e le infiammazioni gastriche. E’ inoltre diuretica.
6. Antipiretico: la tisana a base di tiglio è ottima anche per abbassare la febbre e contro il raffreddore.
7. Cicatrizzante: le foglie fresche del tiglio possono essere impiegate per preparare cataplasmi per curare le ferite e le dermatiti.

3. La Melissa

NOME SCIENTIFICO:
Melissa Officinalis
FAMIGLIA:
Labiate
DESCRIZIONE:
La melissa è un’erbacea perenne le cui foglie sono simili a quelle della menta, ma emanano un delicato profumo di limone che rende questa aromatica molto apprezzata dalle api. La melissa può svilupparsi fino a raggiungere quasi un metro d’altezza e può essere coltivata sia in terra che in vaso.
FOGLIE:
La foglia della melissa è ovale, dentata e profondamente nervata, normalmente di colore verde chiaro nella Melissa variegata le foglie mantengono il caratteristico profumo di limone, ma presentano macchie dorate.
FIORI:
La fioritura si protrae dall’estate fino all’autunno; i fiori, riuniti in infiorescenze, sono minuscoli e poco appariscenti, il loro colore vira dal bianco-rosato iniziale al pallido azzurro della piena fioritura. Anch’essi hanno le stesse proprietà benefiche delle foglie.
HABITAT:
La melissa cresce spontanea nei luoghi ombrosi di tutta l’Europa meridionale, ama un terreno fresco e umido.
COLTIVAZIONE:
ESPOSIZIONE:
Questa aromatica trova ideale una posizione a mezz’ombra, in quanto non ama essere esposta ai raggi solari nelle ore più calde della giornata. Il sole forte infatti scolorisce le sue foglie e ne muta il profumo che diviene più aspro.
RIPRODUZIONE:
La melissa si può moltiplicare con uno dei tre metodi di riproduzione più diffusi: semina, talea e divisione dei cespi. La semina si effettua in aprile e occorre essere pazienti in quanto la germinazione è lenta; gli altri sistemi si attuano in primavera o autunno.
CRESCITA:
Sono poche le cure richieste per la coltivazione: quando i cespi sono troppo fitti vanno sfoltiti e si deve lasciare almeno mezzo metro di distanza tra pianta e pianta.
RACCOLTA:
Il momento migliore per la raccolta delle foglie è quello in cui i fiori cominciano ad aprirsi; chi ama seguire le tradizioni dovrebbe effettuare la raccolta della melissa il 24 giugno, giorno di San Giovanni.
Solitamente si essiccano le foglie, ma purtroppo, quando non è fresca, quest’erba perde molte delle sue virtù.
PROPRIETA’
IN CUCINA:
Le foglie fresche di melissa aromatizzano insalate, salse per il pesce, compresa la maionese, marmellate e dolci.

L’infuso (un pizzico d’erbe in una tazza d’acqua bollente) si può usare come tonico per il viso e nel risciacquo dei capelli grassi; il decotto (una manciata d’erbe immerse in acqua fredda e poi fatte bollire per una ventina di minuti) si aggiunge all’acqua del bagno allo scopo di tonificare l’organismo.
SALUTE:
Nel caso di punture di insetti ponendo alcune foglie, appena colte, sulla parte dolente si avrà sollievo.
CURIOSITA’:
La melissa, ritenuta dai greci sacra ad Artemide, è sempre stata usata come pianta medicinale e il famoso medico Paracelso le attribuiva il potere di far rivivere anche il malato più grave. Una tisana di melissa assunta con regolarità, ogni mattina, rinvigorisce l’organismo, rafforza la mente e allontana la malinconia.
La Melissa è conosciuta anche per allontanare le zanzare poiché il suo profumo li disturba.

4. La Rucola

NOME SCIENTIFICO:
Eruca sativa
FAMIGLIA:
Crucifere
DESCRIZIONE:
La rucola è un’erbacea annuale rustica che, per il gusto piccante e gradevole delle sue foglie, Š ottima da aggiungere alle insalate o alle verdure cotte, che divengono così più gustose e anche più digeribili.
FOGLIE:
Le foglie di questa erba sono disposte alternativamente lungo lo stelo e hanno forma oblunga di lancia; le superiori sono più strette delle inferiori. Esse hanno un odore caratteristico e un sapore decisamente acidulo che, più lieve a primavera, si intensifica poi con l’avanzare delle stagioni. Le foglie dell’acetosa contengono vitamine, in particolare vitamina C, e sali minerali. Le foglie della rucola, lanceolate per forma, hanno colore verde pallido e si dipartono da fusti glabri e molto ramificati; quelle poste alla base del cespo sono profondamente incise.
FIORI:
I minuscoli fiori di quest’erbacea son formati da quattro petali solitamente bianchi o di colore paglierino e si innalzano su steli sottili.
HABITAT:
La rucola cresce spontanea nell’Italia mediterranea, dal livello del mare e fino agli 800 metri d’altezza; il suo substrato prediletto è ben sciolto e sabbioso. La coltivazione della rucola può venir effettuata anche in contenitori.
COLTIVAZIONE:
Il ciclo vegetativo di questa erba è molto breve: dal momento della semina, che si effettua a primavera direttamente in piena terra, al completamento del ciclo vitale trascorrono spesso solo poche settimane.
ESPOSIZIONE:
La rucola cresce bene in pieno sole come in leggera ombra, purché sia posta al riparo dai venti. In condizioni climatiche ideali talora le piante mantengono la vegetazione anche in inverno.
PROPRIETA’
IN CUCINA:
La rucola si usa cruda aggiunta alle insalate; appena lessata si unisce alla pastasciutta, al riso, alle uova sode, ai ripieni di carne e alle minestre di verdura.
SALUTE:
Quest’erba, ricca di vitamina C, presenta valide proprietà antiscorbutiche, inoltre stimola l’appetito, favorisce la digestione, risulta benefica per il fegato e combatte la presenza di gas nell’intestino. Un pugno di foglie di rucola, un pizzico di foglie di menta e poche cime fiorite di santoreggia, poste in infusione in una tazza d’acqua bollente, forniscono una bevanda tonificante e rasserenante. CURIOSITA’:
La Diplotaxis, cioè la ruchetta selvatica perenne, della quale esistono diverse varietà, è un’altra crucifera che merita di venire coltivata nell’aiuola delle aromatiche. Le sue foglie che emettono un odore penetrante, hanno lo stesso sapore di quelle della rucola e trovano anch’esse impiego in molte ricette. Per mantenere al cespo di ruchetta selvatica un aspetto compatto è importante cimarlo regolarmente e soprattutto impedirne la fioritura recidendo i lunghi steli fioriferi prima che vadano in fiore.

5. Il Rosmarino

NOME SCIENTIFICO:
Rosmarinus officinalis
FAMIGLIA:
Lamiacee/Labiate
DESCRIZIONE:
Arbusto legnoso, sempreverde, originario del bacino del Mediterraneo.
FUSTO:
Eretto o spesso sdraiato alla base e poi ascendente; è molto ramificato; a partire dal secondo anno di vita la parte inferiore del tronco presenta una corteccia che si sfoglia in strisce longitudinali di colore marrone scuro.
FOGLIE:
Piccole,resinose e aghiformi; di colore verde scuro nella parte superiore che si presenta lucida e con i bordi ripiegati verso il basso, e di colore biancastro sulla superficie inferiore, leggermente vellutata. Sessili e riunite nei rametti più giovani,sono inserite a due a due nei nodi.
FIORI:
Piccoli e di colore azzurro o violetto chiaro a seconda delle specie; sbocciano in vari periodi dell’anno in relazione al clima.
FRUTTI:
Composti da quattro piccoli semi oleosi di colore bruno, racchiusi nel fondo del calice persistente.
HABITAT:
Allo stato spontaneo cresce in tutte le regioni del bacino del Mediterraneo; comunemente viene coltivato anche in vaso.
COLTIVAZIONE:
ESPOSIZIONE:
Soleggiata: la pianta necessita calore e luminosità per produrre in abbondanza l’olio essenziale che costituisce il principio attivo medicinale. Proteggere dai venti freddi: nei luoghi freddi coltivare in un grande vaso: collocare all’aperto in piena terra d’estate e riportare in serra o in ambiente esposto al sole in inverno.
RIPRODUZIONE:
Seminare in primavera in serra e d’estate all’aperto in terreno ben drenato: nei terreni calcarei e la pianta è più piccola ma più odorosa. La germinazione è difficile: si propaga meglio per talea o margotta.
RACCOLTA:
Coltivato per poterne usufruire in piccole quantità durante tutto l’anno, per l’essiccazione prelevare i rametti freschi in periodo estivo o prima della fioritura.
CONSERVAZIONE:
Lasciare essiccare i rametti freschi rapidamente in ombra; togliere le foglie prima di riporle in recipienti di vetro o porcellana; per restituire l’aroma alle foglie essiccate, sminuzzarle appena prima dell’uso.
PROPRIETA’:
Aromatizzanti, aperitive, digestive, antispasmodiche, diuretiche, balsamiche, antisettiche, rubefacenti, stimolanti.
IN CUCINA:
Utilizzato il fiore per aromatizzare l’insalata, le foglie fresche o essiccate in aggiunta a numerosi piatti, specie carni di maiale o vitello e verdure miste al forno. I rametti, bruciati nel barbecue, ne tengono lontani gli insetti. Utilizzato anche come dessert: candito, polverizzato di zucchero e con crema, in aggiunta alla macedonia di frutta, o per la preparazione di liquori.
BELLEZZA:
Grazie alle sue proprietà toniche e di stimolatore per la circolazione, vene utilizzato per la preparazione di detergenti, creme, dentifrici, colluttori, per risciacqui del cuoio capelluto.
SALUTE:
Per uso interno il Rosmarino ha proprietà digestive, antispasmodiche e carminative: stimola la diuresi e la sudorazione, regola il ciclo mestruale, fluidifica la secrezione bronchiale, seda le tossi convulse; per uso esterno è efficace contro dolori reumatici e artritici.
CURIOSITA’:
Il nome latino è ROS MARINUS, che sembrerebbe significare “rosa o rugiada del mare”; in realtà deriva dal greco, dai termini RHOPS, che significa “arbusto” e MYRINOS, che significa “aromatico. Il Rosmarino è una delle più note piante aromatiche, nota e largamente utilizzata in cucina e come pianta medicinale sin dai tempi dei Greci e dei Romani. Si racconta avesse fama di rinforzare la memoria e per questo fu considerata simbolo di fedeltà per gli innamorati, e utilizzata come ornamento per le corone che portavano le spose durante le cerimonie nunziali. Una leggenda narra che un arbusto di Rosmarino offrì riparo alla Vergine Maria durante la fuga in Egitto, e poiché Ella appese alla pianta il proprio manto, i fiorellini bianchi divennero azzurri. Le aromatiche piante di Rosmarino non potevano mancare nei ricchi orti medioevali, e sin dal Seicento veniva utilizzato anche come pianta ornamentale, tosandola artisticamente a seconda dei gusti.Riconosciute fin dai tempi più antichi anche le sue proprietà terapeutiche: i rametti essiccati venivano bruciati nelle stanze degli ammalati per purificare l’aria i rametti freschi venivano appesi nei tribunali per proteggere dalle “febbri delle prigioni”; durante le epidemie di peste era solito riporre qualche rametto nelle impugnature dei bastoni da passeggio e nelle tasche per poterlo annusare attraversando le zone infette o sospette. Ancora oggi in alcuni paesi del Mediterraneo è consuetudine lasciare asciugare il bucato sul Rosmarino, affinché il sole ne estragga l’aroma che ha proprietà antitarme.

6. Il Timo

NOME SCIENTIFICO:
Thymus species
FAMIGLIA:
Labiate
DESCRIZIONE:
Il timo è un arbusto sempreverde particolarmente grazioso e spesso impiegato a scopo decorativo; la sua altezza varia, in relazione alla specie coltivata, da pochi centimetri a più di una trentina; anche il portamento del timo muta e può essere eretto o strisciante. Quest’ultimo si adatta perfettamente alla realizzazione di splendidi tappeti erbosi fitti, colorati e emananti, soprattutto quando li si calpesta, un inebriante profumo di limone, di cumino o di pino, cioè l’aroma tipico della varietà messa a dimora. Il timo può venir coltivato anche in vaso.
FUSTO:
Il sottile fusto del timo è di color bruno verdastro e diventa legnoso dal secondo anno d’impianto.
FOGLIE:
Le piccolissime foglie, molto aromatiche, possono essere di colore verde chiaro, verde brillante o dorato, ma anche grigio o argento, e talora sono ricoperte da peluria.
FIORI:
I fiori sono raccolti in piccole spighe e hanno colori che variano dal bianco al cremisi passando per la gamma del rosa e del lilla.
HABITAT:
Questo arbusto è tipico dell’area mediterranea nella quale aleggia il suo piacevole profumo; predilige un terreno ben drenato, leggero, anche arido e un po’alcalino.
COLTIVAZIONE:
ESPOSIZIONE:
Come la maggior parte delle aromatiche il timo ama molto il sole.
RIPRODUZIONE:
Il metodo più semplice di moltiplicazione consiste nella divisione dei cespi o nella talea che si può staccare in ogni periodo dell’anno, tranne che in inverno.
CRESCITA:
Tra una pianta e la successiva è consigliabile lasciare almeno una ventina di centimetri; in estate inoltre è bene procedere spesso a una leggera potatura per mantenere i cespi compatti.
RACCOLTA:
Le foglie vanno asportate quando la pianta è in fiore e l’aroma è massimo.
CONSERVAZIONE:
Gli steli tagliati devono venir essiccati all’ombra, in un ambiente secco e ventilato; in questo modo manterranno a lungo intatto il caratteristico stimolante profumo.
PROPRIETA’
IN CUCINA:
L’aroma del timo comune è apprezzato da tempo immemorabile, in quanto eccita l’appetito e favorisce la digestione dei grassi. Le foglie di timo si usano soprattutto con le carni e il pollame, ma insaporiscono vantaggiosamente anche i piatti a base di pesce.
BELLEZZA:
Il timo ha un elevato potere detergente per cui chi soffre di acne dovrebbe sciacquare la pelle, dopo il consueto lavaggio, con un’infuso di timo.
SALUTE:
Per le sue proprietà antisettiche il timo è ritenuto un buon battericida naturale e può venir applicato, come cicatrizzante, su piccole ferite o affezioni della pelle, dopo essere stato frullato e trasformato in impiastro. Il timo possiede anche ottime proprietà digestive: per ottenere un benefico infuso sarà sufficiente porre un pizzico di foglie in una tazza da tè colma d’acqua bollente; se è necessario addolcire con miele.
CURIOSITA’:
Nei tempi antichi l’aroma del timo, forse perché tanto intenso e vigoroso, era ritenuto capace di infondere coraggio, quindi i soldati tonificavano il corpo lavandolo con acqua di timo, e rinvigorivano l’animo bevendo tisane di timo.
Le leggende narrano che, grazie al suo profumo, il fiore del timo sia il preferito dalle fate, e la realtà afferma che, per la stessa caratteristica, è molto amato dalle api.

7. Il Tarassaco

NOME SCIENTIFICO:
Taraxacum officinalis
FAMIGLIA:
Composite
DESCRIZIONE:
Il tarassaco più che con il suo nome botanico è noto con mille appellativi comuni che ne dimostrano l’enorme diffusione: “dente di leone”, “soffione”, “dente di cane”, “cicoria matta” e “piscialletto” sono alcuni dei nomi in uso nelle varie regioni italiane per indicare questa erbacea perenne rustica, cioè resistente al gelo.
FOGLIE:
Le foglie del tarassaco sono oblunghe, glabre, frastagliate cioè con i lobi triangolari dentati simili per forma ai denti del leone, e formano rosette alte anche una trentina di centimetri. Sono assai ricche di vitamine e sali minerali perciò si raccolgono in primavera, quando sono tenere, e si mangiano crude, mischiandole all’insalata.
FIORI:
I fiori gialli, dal colore molto deciso, sono solitari, eretti su lunghi steli e appaiono tra aprile e ottobre. Se il tempo è cupo, quando viene sera e se vengono recisi e posti in un vaso questi fiori si chiudono. Al termine della fioritura avviene la loro trasformazione in quello che comunemente è detto “soffione”, cioè la sfera lanuginosa tipica di questa pianta erbacea, i cui acheni disperdendosi facilmente al vento consentono la diffusione dei semi.
FRUTTI:
In autunno giungono a maturazione le piccole bacche lucenti dette botanicamente drupe, di color nero-violaceo, dal sapore acidulo, riunite in grappoli, e molto ricche di vitamina C.
HABITAT:
Il tarassaco è pianta comune nei luoghi incolti situati presso il mare come in montagna, ove cresce numeroso nella zona del faggio, del castagno e delle querce.
Questa perenne è molto diffusa nei campi e nei prati di tutta l’Italia.
COLTIVAZIONE:
ESPOSIZIONE:
Il tarassaco non ha grandi esigenze in fatto di esposizione e cresce bene al sole come a mezz’ombra.
RIPRODUZIONE:
La propagazione del tarassaco avviene di norma spontaneamente.
CRESCITA:
Questa erba non potrebbe avere l’enorme diffusione che ha se fosse una pianta esigente, teme solo i luoghi troppo umidi, ma per il resto le basta poco per prosperare, e spesso diventa addirittura un’infestante.
RACCOLTA:
Le foglie si raccolgono preferibilmente prima della fioritura, per le radici i periodi migliori per la raccolta sono la primavera o l’autunno avanzato. Gli steli vanno raccolti durante la fioritura.
CONSERVAZIONE:
Le radici per venir essiccate più velocemente vanno divise nel senso della lunghezza.
PROPRIETÀ
IN CUCINA:
Le foglie possono venire raccolte tutto l’anno e, sia fresche che lessate esercitano una benefica azione depurativa. Il risotto al tarassaco (mezzo chilo di foglie per quattro persone) si prepara come qualunque riso alle verdure. I boccioli non ancora schiusi posti sotto aceto si possono usare al posto dei capperi; la radice tostata in forno poi macinata fornisce un benefico surrogato del caffè.
BELLEZZA:
Il decotto di radici, ottenuto ponendo a bollire per dieci minuti 40 grammi di radici in un litro d’acqua, esercita sulla pelle un’azione tonificante e lenitiva.
SALUTE:
Per chi ha problemi di costipazione intestinale o di foruncoli derivati dal lento funzionamento del fegato l’infuso di tarassaco, preparato mettendo a bollire un cucchiaio di radice in una tazza d’acqua, costituisce un ottimo rimedio. Esso è anche un buon diuretico.
Chi si sente sempre stanco dovrebbe provare a seguire per una quindicina di giorni la cura degli steli di tarassaco: si colgono steli fioriti, si lavano poi si stacca il fiore e si mastica lentamente lo stelo che È amarognolo croccante e succoso come un’insalata. Da cinque a dieci steli al giorno, presi per una quindicina di giorni, svolgono una benefica funzione depurativa, rigenerano l’organismo e danno nuovo vigore.
CURIOSITÀ’ :
Già nel 1500 le virtù depurative del tarassaco erano conosciute ed apprezzate, a quei tempi addirittura si riteneva che indossando una collana formata da pezzi di radici di quest’erba si acquisisse maggiore serenità e migliorassero i rapporti sociali.

8. Rosa Selvatica

NOME SCIENTIFICO:
Rosa Canina
FAMIGLIA:
Rosacee
DESCRIZIONE:
La Rosa Canina è un arbusto appartenente alla famiglia delle Rosacee: la pianta legnosa non supera generalmente i tre metri d’altezza. I suoi fusti sono glabri pendenti, arcuati, e vestiti da foglie caduche: queste sono ovali od ellittiche, imparipennati e composte ognuna da più foglioline (5-7), limitate da un margine irregolare e dentato. I rami sono costituiti da spine acute e robuste, a base piuttosto allargata.
I fiori sbocciano in primavera, decorando la pianta di piccole macchie bianche: i fiori, scarlatti, sono singoli o raggruppati a tre, non superano solitamente i 7 centimetri di diametro e non sono profumatissimi.
I frutti di rosa canina sono carnosi, avvolti da sepali pelosi, tinti di rosso scarlatto: più precisamente, stiamo parlando di falsi frutti, la cui piena maturazione è raggiunta nel tardo autunno.
Importanza fitoterapica e proprietà
Dai tempi più remoti, la rosa canina viene apprezzata per la bellezza dei suoi fiori e per la loro profumazione delicata e tenue. Anticamente, i petali della rosa canina costituivano la matrice per estrarre un prezioso olio.
Attualmente, la droga è costituita da:
Frutti maturi essiccati (fructus), erroneamente chiamati semi
Ricettacoli privi sia di veri frutti che di buona parte del ricettacolo (pseudofructus sine fructubus)
Cinorridi (pseudofructus) o falso frutto maturo: più in particolare, la droga è costituita dal talamo dei falsi frutti
Radici (utilizzate per decotto)
Foglie (tisane ed infusi)
I frutti contengono tannini, acido nicotinico, carotenoidi, vitamina C e P, riboflavina, acido malico e citrico, flavonoidi (bioflavonoidi: fitoestrogeni), pectine e carboidrati. Più in dettaglio, i frutti sono miniera di tannini e di acido ascorbico: i falsi frutti maturi devono contenere il 5% di acido ascorbico il quale, dopo il processo d’essiccazione, scende al’ 1% a seguito della degradazione.
La sua ricchezza in vitamina C fu di grande aiuto al tempo di guerra: la rosa canina veniva utilizzata come sostituto degli agrumi, proprio per l’ingente contenuto in acido ascorbico. Basti pensare che un’arancia ideale di 100 grammi fornisce all’incirca 50 mg di vitamina C: a pari quantità, la rosa canina ne assicura oltre 2.200 mg. [tratto dagli scritti del Dott. Bianchi]
Per la presenza di tannini, la rosa canina rappresenta un buon rimedio naturale contro la diarrea; inoltre, è consigliata in caso di debilitazione ed infiammazioni. La droga è considerata anche un discreto vaso-protettore.
Le tisane, i decotti e gli infusi ottenuti con foglie, fiori o radici di rosa canina sono consigliati in caso di raffreddore ed infezioni, oltre ad essere un blando decongestionante e tonificante; alla rosa canina sono altre sì scritte proprietà immunostimolanti ed antiallergiche.
La rosa canina è un buon diuretico: stimolando l’eliminazione delle tossine tramite l’urina, la droga è utile per contrastare infiammazioni a carico di vescica o reni.
La droga si rivela utile anche in caso di mestruazioni abbondanti, catarri intestinali, iperidrosi, congiuntiviti e fragilità tissutale.
I semi di rosa canina sono impiegati per la realizzazione di antiparassitari.
Anche in cosmesi la rosa canina è una pianta ampiamente adoperata per la formulazione di acque profumate, creme anti ageing ed antirughe, pomate lenitive contro gli eritemi solari, maschere per il viso ad azione tonificante, levigante ed astringente.
Per il trattamento di pelli sensibili, arrossate e particolarmente delicate, si consiglia l’applicazione di impacchi a base di acqua distillata di rosa canina.

 

9. Bocca di Leone

Descrizione:
Nome botanico: Antirrhinum majus
Famiglia: Scrofulariacee
Breve descrizione: pianta erbacea perenne coltivata come annua, nativa delle terre che si affacciano sul Mediterraneo
Terreno: aridi e sassosi
Fusto: eretto a sezione quadrangolare, carnoso (verso l’apice) e lignificato alla base
Altezza: 50 cm
Foglie: lanceolate di dimensioni piuttosto piccole (max. 3 cm di larghezza e 8 in lunghezza)
Foglie cauline: non presentano picciolo, intere e pubescenti
Foglie apicali: spatolate, opposte ed anch’esse sessili
Frutti: capsule all’interno delle quali sono localizzati semi crestati ed ovali
Fiori: ermafroditi, zigomorfi e suddivisi in quattro sezioni
Clima: amano le temperature calde
Proprieta Terapeudiche
Antistaminiche
Antiallergiche
Lenitive
Emollienti
Diaforetiche
Diuretiche
Antinfiammatorie

10. Menta Selvatica “Nepitella”

La Calamintha nepeta o nepitella viene chiama in Toscana anche nepetella, nipitella oniepeta.

Cresce spontanea in tutto il territorio italiano, nei prati, lungo i muri e sui terreni incolti. È una pianta perenne dall’aroma particolare. Il suo nome pare derivi dal latino nepa, scorpione, perché si credeva ne curasse il morso. Altri ne fanno derivare la denominazione dall’antica città etrusca di “Nepete” (attuale Nepi) o che fosse la pianta ad averle dato il nome perché particolarmente diffusa nel territorio e sicuramente utilizzata sia come pianta aromatica sia come pianta medicinale. In erboristeria infatti le si riconoscono virtù digestive, carminative, espettoranti oltre ad una riconosciuta azione eccitante.
Nel Dizionario etimologico viene definita “pianta odorifera di sapore acuto simile alla menta” e spesso chiamata infatti “mentuccia” sebbene si tratti di una “falsa menta” con diverso genere d’appartenenza.
Si presenta con piccole foglie dal colore verde tenero e leggermente dentellate. Fiorisce da giugno fino a tarda estate con fiori minuti tendenti al lilla pallido commestibili insieme alle foglie che spandono all’intorno un profumo particolare e inconfondibile.
Proprietà
La nepitella, detta “mentuccia”, era conosciuta anche nell’antichità, quan­do si utilizzava per curare i dolori spa­stici della muscolatura interna, so­prattutto di orìgine nervosa; nel Me­dioevo, poi, le si attribuirono proprietà fantasiose e a dir poco miracolose; le attuali ricerche scientifiche hanno dimostrato che in realtà questa pianta ha proprietà toniche, anti spasmodiche e digestive.
Si tratta di pianta perenne, con fusto ramificato provvisto di foglie dentellate, più o meno ovali; i fiori si ritrovano in estate e sono di color rosa acceso.
Foglie e fiori vengono utilizzati a scopo terapeutico.
Utilizzo in erboristeria e mallatie curate
Acne: si lascino in mezzo litro d’acqua bollente, per dieci minuti, diedi grammi di foglie; sì filtri e si beva una tazza di tale infuso, anco­ra tiepida, prima dei pasti principali.
Digestione: si lascino venti grammi di fiori e foglie in mezzo litro d’ac­qua bollente per dieci minuti; si filtri e si beva una tazza di tale infu­so dopo i pasti.
Reumatismi: si lascino in infusione in mezzo litro d’acqua bollente per cinque minuti, cinque grammi di fiori e foglie con la scorza di mezzo limone; fi filtri e si beva l’infuso ancora caldo.

11. Edera

Scientificamente chiamata Hedera helix, l’edera viene detta anche “legaboschi”, per la sua caratteristica di legarsi ad ogni albero che le li trovi accanto.
E una pianta particolarmente esuberante ed invadente, tanto da soffocare ogni altro tipo di vegetazione laddove si insedia. Appartiene alla famiglia delle Araliacee ed è molto longeva, tanto da raggiungere quattrocento anni; a questa età, si presenta con un fusto grande quanto quello di un albero. Si utilizzano le foglie fresche in preparati antispasmodici, analgesici, emmenagughi ed anticellulitici.
In Italia è molto comune si ritrova un po’ dappertutto. E una liana con fusto legnoso, robusto e rampicante. Le foglie sono di color verde scuro, munite di picciolo, persistenti, di forma triangolare I fiori verdognoli si presentano in autunno radunati in ombrelle; i frutti so­no piccoli globi neri, altamente tossici.

#D3

Anita presenta la sua meravigliosa poesia con il tema ”Manipulation Game”

La poesia è stata realizzata con l’aiuto di Luciana Parco

Coraggiosi Esploratori

QUESTO E’ UN GIOCO DA ESPLORARE
CON TANTI LIMITI DA SUPERARE
SE IL POTENZIALE VORRAI SCOPRIRE
DA QUELLA SEDIA TI DOVRAI SPEDIRE.

E LE TUE ABILITA’ FAR FIORIRE
ANNAFFIANDO SENZA FARLE MORIRE
GOCCIA A GOCCIA LE ABBEVERERAI
E CON LE TUE MANI ANNEGARLE MAI.

CI VORRA’ COSTANZA CURA PRESENZA
PER LUI SBOCCIARE NELLA SUA ESSENZA
QUESTO GIOCO NON E’ SOLO GIOCARE
MA SVILUPPARE IL TUO SAPER FARE.

OGNI ESSERE MANIPOLA DI GIA’
MA CHE E’ A SUO VANTAGGIO NON LO SA’
INIZIA ORA SENZA ESITARE
SIA IL MOMENTO DI MANIPOLARE.

#L3

Anita ha imparato come investire il proprio denaro ed ottenere interessi dal 6 al 20%

#E3

Anita ha fatto germogliare i semi di erba gatta per la meravigliosa Bianca

#F4

Anita ha sperimentato il ”Pasto Alla Cieca” e condivide le sue sensazioni.

Un’ ottima pratica per concentrarsi su ciò che si sta facendo, utilizzando tutti i sensi disponibili.

#D1

Anita mostra la sua arte creando questa musica con dei vari tipi di suoni, proprio come se fosse un Dj con la console ed ha inserito anche la sua voce

#ANYA6004

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